La regata Ferrazzani, Faina, Bruni ha come sempre offerto momenti di ricordi e forti emozioni. Il pochissimo vento non ha rovinato la giornata di festa per il Club Nautico che, come ogni anno, ha voluto ricordare figure importanti che hanno segnato positivamente la storia del Club. Tanti giovani e tanti soci hanno preso parte alla regata assicurando uno spettacolo di vele bianche e colorate che hanno impreziosito il lago.
BRUNO FERRAZZANI
Bruno Ferrazzani, insieme a sua moglie Carmela Rufino, al primo presidente Natalino Bellavia, a Carlo Scafati, Sandro e Ugo Rosati, e a Dante Bruni, fu tra i fondatori del Circolo Nautico Capodimonte nel 1969.
Fin dalla sua fondazione e fino alla fine degli anni ’80, Ferrazzani ebbe un ruolo di rilievo nel consiglio direttivo, ricoprendo incarichi come segretario, vicepresidente e, in particolare, direttore sportivo. Fu lui il motore delle prime attività sportive del circolo, organizzando le prime regate nazionali e sociali. Inoltre, fu il primo giudice di regata e istruttore federale del Circolo Nautico Capodimonte.
La sua passione per la vela fu fondamentale per la creazione della celebre scuola vela del CNC e per la formazione di molti soci. Ferrazzani fu anche il pioniere dell’attività velica giovanile, portando i primi equipaggi juniores a gareggiare in regate nazionali e internazionali nella clas
se Vaurien. Grazie a questo suo impegno, ancora oggi il circolo ha diverse squadre giovanili che competono in tutta Italia.
Dopo la sua scomparsa nel 1996, il consiglio direttivo e i soci fondatori decisero di dedicargli un trofeo per onorare la sua passione, il suo impegno e l’amore che ha lasciato a questo luogo, tanto caro a lui e alla sua famiglia.
RODOLFO FAINA
Artista della Tuscia prematuramente scomparso, Rodolfo Faina (1950-2001), era un docente ed educatore, un pittore e poeta.
Nella vita di Rodolfo, il Lago di Bolsena occupava un posto importante: infatti, egli era nato a Capodimonte, in una casa posta a specchio del lago sul Monte Tavolino, e negli ultimi anni aveva realizzato un sogno a lungo accarezzato nel suo animo, trasformandola a poco a poco in un castello, rimasto a dominare superbamente le acque sottostanti, come suo concreto ricordo.
Rodolfo Faina, nel 1990, infatti pensò di modificare, seguendo i propri ritmi, la casa di famiglia per costruire un qualcosa che potesse contenere tutte le emozioni che quotidianamente lo assalivano chiedendogli di essere espresse. Ecco che semplici blocchetti di tufo, lavorati anche con strumenti moderni, cominciavano a modellarsi seguendo le forme della fantasia, dell’ansia creativa, per poi essere inserite in quel castello dell’anima che, piano piano, stava crescendo con prepotenza.
Rodolfo Faina, qu
i ha avuto modo di esprimersi con la massima intensità respirando e plasmando, con le proprie mani, tutto ciò che lo circondava.
La costruzione, da Monte Tavolino domina la riviera sud del lago e che Faina costruì inseguendo ispirazioni e disegni degni più d’un mondo fiabesco che reale.
Rodolfo Faina, artefice di questo capolavoro, è stato considerato un artista eclettico e singolare.
Aveva frequentato l’Accademia di Belle Arti di Roma e insegnato in diversi Licei e Accademie della Capitale. Molti quotidiani, a livello nazionale, si sono occupati di lui e, in numerosi programmi televisivi, si è parlato della sua attività artistica.
Le sue opere sono state esposte in prestigiose mostre sia in Italia che all’estero ottenendo importanti premi e riconoscimenti anche dalla critica internazionale.
A coronamento della sua esperienza artistica decise di fondare, alla fine degli anni ’90, l’Associazione Culturale RACAM per poter dare, alle sue opere, una sede in perfetta armonia con il suo spirito, trasformando il castello in un Museo visitabile e soprattutto vivibile da chi, come lui, era in grado di apprezzarlo.
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